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lunedì, 02 febbraio 2009

La battaglia di Stalingrado: "Al di là del Volga non c'è più terra per noi"

Sono trascorsi 66 anni da quel fatidico 2 febbraio 1943, quando in un rigidissimo inverno le truppe naziste della 6° Armata comandata dal Fedmaresciallo Von Paulus, si arresero sconfitte in quel inferno chiamato Stalingrado. La battaglia di Stalingrado, oltre ad essere stata una delle battaglie più sanguinose della Seconda Guerra Mondiale, è stata sicuramente uno di quegli eventi capace di modificare il corso della storia e quindi di rimanere indelebilmente impresso nella memoria come patrimonio culturale dell’umanità.  Questa battaglia, insieme alla battaglia di Kursk (“La battaglia dei giganti”) furono le due battaglie più importanti della Seconda Guerra Mondiale. Rappresentano un epopea quasi mitica, ma dolorosa, impressa nel sangue e col sangue al popolo sovietico. Apro una piccola polemica. I media occidentali espressione della borghesia imperialista, hanno sempre enfatizzato lo sbarco in Normandia quale evento risolutore dello scenario europeo. Niente di tutto ciò si avvicina alla realtà dei fatti. Infatti gli anglo-americani sbarcarono in Normandia combattendo contro un nemico agonizzante, ormai dissanguato dalla durissima lotta che dal 1941 stava combattendo contro l’U.R.S.S. La stessa Unione Sovietica sopportò da sola per tre lunghi anni il peso del conflitto prima che nell’estate del 1944 si aprisse il famoso secondo fronte, tanto richiesto da Stalin. Sia gli statunitensi che gli inglesi, diedero il via al famoso sbarco quando furono sicuri di trovare davanti a sé un nemico debole e sconfitto. Il D-Day, un evento più cinematografico che bellico creato ad arte per la propaganda occidentale, contribuì ben poco alla sconfitta della Germania, oramai devastata e inginocchiata dalla poderosa offensiva sovietica. Il vero motivo dello sbarco in Normandia fu geo politico, infatti, impauriti dei successi travolgenti dell’Armata Rossa, le truppe imperialiste cercarono di conquistare più territori possibili, onde evitare di dover consegnare l’Europa all’Unione Sovietica. Erano le prime avvisaglie della Guerra Fredda. Fu invece l’esercito sovietico, espressione delle masse popolari comuniste, che sconfisse il nazismo permettendo alla libertà di continuare a viaggiare sulla via della giustizia proletaria. Quindi è grazie all’eroico sacrificio di migliaia di proletari, se oggi viviamo un po’ più liberi e le stesse libertà borghesi furono rese più concrete, grazie soprattutto ai combattenti che perirono nella battaglia di Stalingrado. Grazie per il vostro sacrificio, W GLI EROI DI STALINGRADO.
da senza soste

Postato da: Ficarazza a 02/02/2009 18:04 | link | commenti (3)


Commenti
#1    04 Febbraio 2009 - 10:34
 
saluti, anche a te, tovaric

saludos
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Bardaneri

#2    09 Novembre 2009 - 15:14
 
 e' l'ora di finirla con questo comunismo!Che tutti i comunisti italiani emigrino verso la tanto amata Russia.Renderebbero vuoti milioni di posti di lavoro!
utente anonimo

#3    09 Novembre 2009 - 15:19
 
 tavarisch è un termine ormai desueto della lingua russa.Mi vien da sorridere che ,nell'opulento occidente,si pensi ancora a quella vergogna internazionale che fu il Comunismo.Come mai,alla fine,vengono,in gran parte dai paesi ex comunisti,a lavorare negli odiati paese capitalisti?
utente anonimo

Commenti