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martedì, 23 settembre 2008

               BREVE STORIA DELLA 
        CALABRIA
                         Dalle origini ai giorni nostri

Sotto il segno del toro

La Calabria nacque sotto il segno del toro. nel senso che l'immagine più celebre della regione è proprio un toro: il famoso bos primigenius, che si trova in una parete della grotta del Romito a Papasidero, nel cosentino. Risale al paleolitico, forse poco oltre il 9000 a.C. Venne scoperta nel 1961 da Paolo Graziosi che la giudicò "una delle più belle ed importanti manifestazioni di tutta l'arte preistorica italiana". La rappresentazione dell'animale forse propiziava la caccia e simboleggiava una divinità che dava vita. I primi studi e ritrovamenti risalgono solo a poco più di un secolo fa. Da questi si può stabilire, sebbene in modo parziale, che gli insediamenti si svilupparono da nord a sud. Quello di Castella di S.Pietro a Maida sembra il più antico, poi ce ne sono altri a Tortora, a Praia a Mare, a Scalea, a San Nicola Arcella, ad Archi di Reggio Calabria. Del periodo neolitico, a Favella della Corte, nella sibaritide, sono stati rinvenuti i resti di un villaggio a capanne. Altri insediamenti coevi sono quelli di Cassano, Amendolara, Curinga e Girifalco. Da alcuni pezzi di ossidiana trovati nelle piane di S. Eufemia e Gioia Tauro si può dedurre che già da allora c'erano frequenti contatti con le isole Lipari. In questo periodo si hanno insediamenti più sparsi: non si tratta più di grotte isolate bensì di vere e proprie necropoli, che sono il sintomo di forme di civiltà più progredite. Tra queste ricordiamo quella di Torre Galli, nel vibonese, e sopratutto quella di Torre Mordillo, tra i fiumi Esaro e Coscile, dove sono state rinvenute delle laminette auree con iscrizioni . La Calabria è piena di testimonianze, anche evolute, dell'età del bronzo e del ferro, come si può dedurre dal ritrovamento di oggetti in ambra, oro e argento. Importanti, soprattutto per l'età del ferro, i reperti di Tiriolo, dove c'è un bellissimo Antiquarium.

Calabria: dove nasce l'Italia

La Calabria, per la sua posizione geografica nel centro del Mediterraneo, aveva già dall 'origine il destino segnato come terra di transito e di incontro. Molte popolazioni vi giunsero da parti diverse e progressivamente si scontrarono, si sovrapposero, si fusero: Siculi e Tirreni, Morgeti e Pelasgi, Enotri e Bruzi. Aristotele e Antioco ci narrano che un re leggendario, Italo, avrebbe conquistato la regione e creato insediamenti stabili. Secondo alcuni Italo era re degli Itali, popolo proveniente probabilmente dall'Anatolia, ma secondo altri degli Enotri. Inoltre, per altri ancora, il nome Italo deriverebbe da quel vitulus (vitello) che richiama l'incisione rupestre di Papasidero. E da qui vitulia (terra dei vitelli), per approdare infine al nome di Italia, che poi è diventato quello dell'intera nazione. Da qui il mito della Calabria come  "regione-madre dell'Italia". Ovviamente non tutti sono d'accordo ed Ellanico di Mitilene, seguito da Timeo e da Varrone, contrappone un'altra leggenda: quella di Ercole che avrebbe condotto i vitelli rubati a Gerione nella vicina Sicilia, denominata quindi a sua volta vitulia. Ma, anche se i tempi sono remoti e incertissimi, più che le fonti predomina il mito. Nell'antichità, i territori dell'odierna Calabria vennero diversamente indicati: Ausonia, per le proprie ricchezze; Esperia, perchè per i greci in direzione dell'occidente; Enotria, terra del vino o da Enotrio re di Arcadia; Italia, dal re Italo o terra dei vitelli; Magna Grecia, perchè diventò splendente più della madre patria; Bruzia, perchè vi viveva il popolo dei Bruzi e infine, sotto i Bizantini nel VI secolo d.C. Calabria, etimologicamente terra di ogni bene, che fino ad allora aveva indicato il Salento, la penisola che oggi si estende tra Brindisi e Otranto....
                                                                    
continua  
Mario Caligiuri

Postato da: Ficarazza a 23/09/2008 14:48 | link | commenti (2)
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