BREVE STORIA DELLA
CALABRIA
Dalle origini ai giorni nostri
Sotto il segno del toro
La Calabria nacque sotto il segno del toro. nel senso che l'immagine più celebre della regione è proprio un toro: il famoso bos primigenius, che si trova in una parete della grotta del Romito a Papasidero, nel cosentino. Risale al paleolitico, forse poco oltre il 9000 a.C. Venne scoperta nel 1961 da Paolo Graziosi che la giudicò "una delle più belle ed importanti manifestazioni di tutta l'arte preistorica italiana". La rappresentazione dell'animale forse propiziava la caccia e simboleggiava una divinità che dava vita. I primi studi e ritrovamenti risalgono solo a poco più di un secolo fa. Da questi si può stabilire, sebbene in modo parziale, che gli insediamenti si svilupparono da nord a sud. Quello di Castella di S.Pietro a Maida sembra il più antico, poi ce ne sono altri a Tortora, a Praia a Mare, a Scalea, a San Nicola Arcella, ad Archi di Reggio Calabria. Del periodo neolitico, a Favella della Corte, nella sibaritide, sono stati rinvenuti i resti di un villaggio a capanne. Altri insediamenti coevi sono quelli di Cassano, Amendolara, Curinga e Girifalco. Da alcuni pezzi di ossidiana trovati nelle piane di S. Eufemia e Gioia Tauro si può dedurre che già da allora c'erano frequenti contatti con le isole Lipari. In questo periodo si hanno insediamenti più sparsi: non si tratta più di grotte isolate bensì di vere e proprie necropoli, che sono il sintomo di forme di civiltà più progredite. Tra queste ricordiamo quella di Torre Galli, nel vibonese, e sopratutto quella di Torre Mordillo, tra i fiumi Esaro e Coscile, dove sono state rinvenute delle laminette auree con iscrizioni . La Calabria è piena di testimonianze, anche evolute, dell'età del bronzo e del ferro, come si può dedurre dal ritrovamento di oggetti in ambra, oro e argento. Importanti, soprattutto per l'età del ferro, i reperti di Tiriolo, dove c'è un bellissimo Antiquarium.
Calabria: dove nasce l'Italia
La Calabria, per la sua posizione geografica nel centro del Mediterraneo, aveva già dall 'origine il destino segnato come terra di transito e di incontro. Molte popolazioni vi giunsero da parti diverse e progressivamente si scontrarono, si sovrapposero, si fusero: Siculi e Tirreni, Morgeti e Pelasgi, Enotri e Bruzi. Aristotele e Antioco ci narrano che un re leggendario, Italo, avrebbe conquistato la regione e creato insediamenti stabili. Secondo alcuni Italo era re degli Itali, popolo proveniente probabilmente dall'Anatolia, ma secondo altri degli Enotri. Inoltre, per altri ancora, il nome Italo deriverebbe da quel vitulus (vitello) che richiama l'incisione rupestre di Papasidero. E da qui vitulia (terra dei vitelli), per approdare infine al nome di Italia, che poi è diventato quello dell'intera nazione. Da qui il mito della Calabria come "regione-madre dell'Italia". Ovviamente non tutti sono d'accordo ed Ellanico di Mitilene, seguito da Timeo e da Varrone, contrappone un'altra leggenda: quella di Ercole che avrebbe condotto i vitelli rubati a Gerione nella vicina Sicilia, denominata quindi a sua volta vitulia. Ma, anche se i tempi sono remoti e incertissimi, più che le fonti predomina il mito. Nell'antichità, i territori dell'odierna Calabria vennero diversamente indicati: Ausonia, per le proprie ricchezze; Esperia, perchè per i greci in direzione dell'occidente; Enotria, terra del vino o da Enotrio re di Arcadia; Italia, dal re Italo o terra dei vitelli; Magna Grecia, perchè diventò splendente più della madre patria; Bruzia, perchè vi viveva il popolo dei Bruzi e infine, sotto i Bizantini nel VI secolo d.C. Calabria, etimologicamente terra di ogni bene, che fino ad allora aveva indicato il Salento, la penisola che oggi si estende tra Brindisi e Otranto....

continua
Mario Caligiuri

caulonia Dalla Calabria un esempio di solidarietà.
I comuni di Riace, Stignano e Caulonia tutti della provincia di Reggio Calabria sono pronti ad accogliere, limitatamente alle proprie disponibilità strutturali, gli immigrati che non dovessero trovare posto nei così detti centri di prima accoglienza. Prima di tutto per quelli che non possono essere più tenuti presso il Cpt di Lampedusa. La Calabria non dimentica di essere stata terra di emigranti. Milioni di calabresi sono stati costretti dalla miseria a lasciare la loro terra in cerca di una vita migliore. Moltissimi, attraverso il duro lavoro, subendo umiliazioni e soprusi sono riusciti alla fine ad integrarsi nel tessuto sociale del paese ospitante. Moltissimi sono morti lavorando nelle miniere di mezzo mondo o uccisi dai proprietari terrieri o da padroni spalleggiati da governi che non tolleravano le proteste e le rivendicazioni per uno stato sociale più giusto. Oggi i sindaci Domenico Lucano, Ilario Ammendolia e Pierdomenico Sasso, rispettivamente alla guida di Riace, Caulonia e Stignano con una iniziativa congiunta hanno manifestato la disponibilità ad accogliere i profughi anche in continuità con il ricordo dei migranti calabresi. " Riace paese dell'accoglienza" si legge sul cartello turistico posto all'ingresso della cittadina jonica conosciuta per i Bronzi. E proprio da Riace è partita l'iniziativa che ha coinvolto i tre comuni le cui coste sono spesso meta di sbarchi di profughi. E' anche un modo per far rivivere i nostri borghi abbandonati dando la possibilità a questi "disperati del mare" di fruire di strutture comunali o date in gestione ai comuni e eventualmente anche di case abbandonate. Ai tre sindaci non è proprio andata giù l'iniziativa del loro collega di Lampedusa; non hanno digerito la sua decisione di far recintare con il filo spinato quel Cpt. Gli immigrati, aggiungono, devono essere considerati una risorsa così come noi italiani lo siamo stati in passato per nazioni come gli USA, Germania, Svizzera, Belgio, Argentina, Australia ecc...Credo che queste tre cittadine dell'alto jonio reggino meritino una visita in alternativa a quelle località turistiche che fanno la guerra agli immigrati motivandola con l'esigenza del "decoro urbano". E poi perchè hanno spiagge bellissime ed un mare fantastico e la solidarietà è di casa. Il prossimo anno, prima di scegliere dove andare al mare, ricordatevi di Riace, Caulonia, Stignano - Calabria, Italia-.
A 3(e)70, ca' bbona saluti!
Il "tappo" è saltato!
370 tra sindaci e assessori comunali di Reggio Calabria e provincia sono indagati per omissione di atti di ufficio, delitto aggravato dall'articolo 7 (quando la consumazione di un reato porta benefici alle organizzazioni mafiose). Reggio e la sua provincia sono diventate una specie di 'triangolo delle Bermuda' dove i beni confiscati alla n'drangheta finivano nel nulla. Dalle indagini è emerso che parte degli immobili sebbene siano stati consegnati dalla Agenzia del Demanio alle rispettive amministrazioni comunali nel cui territorio di competenza gli stessi ricadevano, sono stati assegnati ad enti e/o associazioni di impegno sociale con notevole ritardo, dopo molti anni; alcuni non sono mai stati assegnati ad alcun ente e altri ancora, sono addirittura risultati in uso a soggetti nei cui confronti si è proceduto alla confisca, o dei loro familiari. In data del 16-05-2006 risultavano confiscati 803 beni immobili di cui 307 già consegnati alle rispettive amministrazioni comunali. A questo punto i carabinieri hanno provveduto "all'identificazione dei componenti delle diverse giunte e tecnici comunali che si sono succeduti dalla data di consegna degli immobili, oggetto di confisca, sino alla data odierna. Speriamo che il tutto non finisca come da copione. in questo caso non facciamo eccezione, siamo in Italia dove tutto è possibile. Dove tutto finisce a tarallucci e vino: a 3(e)70 cà bbona saluti, appunto! Tra i denunciati figurano anche il Sindaco di Reggio C. Scopelliti Giuseppe, Graziano Melandri ex assessore alla Polizia Municipale e l'ex PM di Palmi Giuseppe Adornato. Giancarlo Melito Sindaco di Villa S.Giovanni, Bellantone giuseppe assessore comune Villa S.Giovanni, Messina Antonio assessore comune Villa S.Giovanni, Tarantino Umberto ex assessore comune Villa S.Gionanni.....
Questo è l'elenco degli immobili destinati:
Reggio Calabria
Cosenza
Crotone
Vibo Valentia
Catanzaro
Questo è l'elenco degli immobili da destinare:
Reggio Calabria
Cosenza
Crotone
Vibo Valentia
Catanzaro
E' da notare che interi quartieri,palazzine-spesso abusive-,terreni e aggiungo centri commerciali e negozi sono nelle mani dei soliti noti: Condello,Libri,Piromalli,Labate,Mazzaferro,Mammoliti,LoGiudice,Ficara,Iamonte,De Stefano,Imerti...questo per quanto riguarda la sola Reggio Calabria
Reggio Calabria città turistica 4
(?)
Eccoci con un'altra occasione per invogliare i turisti a venire a Reggio Calabria. Chi viene a Reggio viene e vede principalmente il mare, i resti greci ed il bellissimo lungomare Falcomatà, diventato ormai luogo di targhe e commemorazioni alla memoria di discutibili personaggi, con numerosi eventi che aumentano i profitti di privati, lidi e non, visto che il lido comunale, grande struttura adiacente il lungomare, giace in condizioni pietose e dimenticato da anni. Ma i turisti dovrebbero, per noi e per loro, essere molto più critici sulle condizioni cittadine e non limitarsi a singole zone o a divertimenti. Noi, che a Reggio ci abitiamo, vorremmo ben altro che divertimenti, come l'ACQUA, miraggio decennale in alcuni quartieri. A tal proposito vi facciamo vedere alcune immagini scattate il 28/07/2008 in via Reggio Campi, importante arteria cittadina che taglia trasversalmente la città.

Sono solo due foto sul tanto da far vedere. Cosa c'è di strano direte voi, sono buche che possono presentarsi in tutte le città. La magagna consiste nel fatto che:
1) Sono buche create dalla rottura di tubi d'acqua e non il contrario
2) Sono adiacenti la circoscrizione come da foto n°2
3) Sono perdite con conseguenti buche presenti da mesi ed in una posizione pericolosa per scooter
4) Sulla stessa via sono presenti almeno 3 perdite, una delle quali sempre nel medesimo tratto, davanti una scuola media
5) A noi manca l'acqua ma si lascia defluire la stessa tranquillamente per mesi per le strade......
5) Nella suddetta strada è da anni che si verificano puntualmente rotture idriche, ma il comune in pompa magna se ne esce con "porteremo l'acqua a 60.000 reggini con nuove strutture idriche ", ma quando mai.....
6) Le due fosse hanno preso il nome di WILD quella piu a sx e BOYS quella più a dx....(indovinate perchè?)
Ora noi reggini chiediamo di poter vivere in una città abitabile e degna di tal nome, non in condizioni fatiscenti con continue interruzioni e guasti alla rete idrica e successivi interventi che lasciano l'asfalto stradale come formaggio emmentaler per anni e che creano situazioni pericolose per i motocicli (a tal proposito posteremo le condizioni delle strade della "Reggio turistica" dopo l'importantissimo, per una città che ha medie di 20°, arrivo del metano, priorità assoluta....). Ce ne fotte poco degli spettacoli e notti bianche che ci costano milioni di euro quando non abbiamo l'essenziale. Il tutto denota la totale ignoranza di cosa sia la programmazione e la conoscenza dei sistemi cittadini, perchè il comune non conosce nemmeno a quali tubature allacciare le abitazioni....
Oppure per avere strade e piazze finite (ed operai pagati) ed asfaltate dobbiamo portare i Duran Duran ed i Pooh a cantarci sopra?
N.B. la fuoriuscita di acqua è stata (momentaneamente) fermata. Ma le buche a quando?
Reggio Calabria città turistica 3
(?)

ma chi 'ndi futtimu, a Rriggiu avimu i Duran Duran u 23 lugliu....
Reggio Calabria città turistica 2
(?)
fatto scattata nei pressi della via Reggio Campi zona centro RC
ma chi 'ndi futtimu, a Rriggiu avimu i Duran Duran u 23 lugliu....
Reggio Calabria città turistica (?)
foto del 07-07-2008 scattata esattamente davanti la stazione centrale di RC.....
ma chi 'ndi futtimu, a Rriggiu avimu i Duran Duran u 23 lugliu....
Vicenda Why Not,
come volevasi dimostrare.
Cacciato in malo modo Luigi De Magistris (a proposito che fine ha fatto la sua inchiesta ?) torna a galla la tangentopoli calabrese. Why Not outsourcing srl, che è riconducibile alla "Compagnia delle Opere" si aggiudica gare di appalto, per importi anche consistenti, che sono le stesse che si aggiudicò nel 2007 e per le quali era finita nel ciclone giudiziario di De Magistris. Ma cosa è la compagnia delle opere?
Non è altro che la confraternita di Comunione e Liberazione.
Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, ne è il più importante esponente politico. La confraternita è diffusa in tutta Italia e all'estero ed associa quasi 35 mila imprese piccole e medie con un suo network di servizi. E' un gigante economico che opera anche in Calabria. E' di fatto il braccio economico - imprenditoriale di Comunione e Liberazione nel settore profit e no profit. Una lobby di basso profilo ma profondamente diffusa e radicata nel potere politico ed economico. "Why Not", "Need & Partners" e "Consorzio Brutium" sono tutte riconducibili ad Antonio Saladino leader della C d O calabrese e a Raffaello Vignali ideologo della stessa. Le accuse sono: associazione per delinquere, finalizzata alla truffa ai danni dello stato della regione Calabria e dell'Unione Europea.
Saladino, grazie ai buoni rapporti con la politica di sinistra e di destra, secondo i magistrati, sarebbe riuscito ad ottenere appalti in favore delle "sue imprese". Non ne escono bene dall'inchiesta colonnelli ed alti funzionari dell'arma dei carabinieri e della finanza, procuratori e pluripregiudicati (quattro omicidi alle spalle) e naturalmente politici e qualche ministro (Mastella?).
Tutti a caldeggiare promozioni e assunzioni. Le perquisizioni hanno portato a galla decine di elenchi di personaggi favoriti o da favorire. Vi sono poi i referenti: Adamo (ds), Abramo (cdl), Loiero. Saladino lega bene con tutti : centro destra o centro sinistra va bene lo stesso. In fondo i soldi non hanno colore politico. C'è anche il sospetto che la Compagnia delle Opere sia di fatto una massoneria occulta o quanto meno una OpusDei italiana. Troppi potenti ruotano attorno alla Compagnia delle Opere per non avere il sospetto che la lobby sia legata molto saldamente con il Vaticano. Lo stesso Savino Pezzotta, ex segretario della CISL, che ha annunciato il nuovo movimento "parapolitico" lo scorso 7 giugno 2007 a Roma, potrebbe avere un danno di immagine poichè diversi dirigenti regionali della Compagnia erano presenti al lancio.
società coinvolte nell'inchiesta
Why Not outsorcing srl
Need & Partners
Consorzio Brutium
Clic (consorzio aziende - Abramotel, Why Not)
Obiettivo Lavoro (Cosenza-Lamezia-Crotone)
Need di Lamezia Terme
Despar (catena di supermercati)
Sacal (società che gestisce l'aeroporto di Lamezia)
Met sviluppo
Abramotel
"Laboratorio democratico europeo" sito web
Banco Alimentare (collegato alla CdO)
Tesi società mista (Clic-Abramotel-Why Not)
personaggi coinvolti
Agazio Loiero - presidente della Regione Calabria
Antonio Saladino - veterinario - imprenditore - ex presidente CdO
Tonono Gatto - presidente catena supermercati Despar
Francesco De Grano - direttore generale del Dipartimento Attività Produttive della Regione Calabria
Pietro Macrì - amministratore delegato della società Met sviluppo
Mirella De Grano - moglie di Pietro Macrì
Romano Prodi - ex presidente del consiglio
Clemente Mastella - ex guardasigilli
Eugenio Ripepe - presidente della Sacal e capo struttura gabinetto di loiero
Adamo (ds)
Abramo (cdl)
Vincenza Bruno Bossio - moglie di Nicola Adamo ed ex presidente del consorzio Clic
Carabinieri - colonnelli
Finanzieri - colonnelli
Polizia - funzionari
Forze armate