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venerdì, 30 maggio 2008

marjuanaLa vera storia: perchè la marijuana fu   proibita                                                                        

                                                                                                                                           
La marijuana (spagnolo), o cannabis (latino) o hemp ( inglese) è una pianta che si potrebbe definire miracolosa, ed ha una storia lunga almeno quanto quella dell'umanità. Unica pianta che si può coltivare a qualunque latitudine, dall'Equatore alla Scandinavia, ha moltepici proprietà curative, cresce veloce,  costa  pochissimo da mantenere, offre un olio di ottima qualità (molto digeribile), ed ha fornito  dalle più  antiche civiltà  fino  agli inizi del secolo scorso, circa l'8O per cento di ogni tipo di carta, fibra tessile, e di combustibile di cui l'umanità abbia mai fatto uso. E poi, cosa è successo? E' successo che in quel periodo è avvenuto il clamoroso sorpasso dell'industria ai danni dell'agricoltura, e di questo sorpasso la cannabis è stata chiaramente la vittima numero uno. I nascenti gruppi industriali americani puntavano sopratutto allo sfruttamento del petrolio per l'energia (standard oil- Rockefeller),  delle risorse boschive per la carta (editore Hearst), e delle fibre artificiali per l'abbigliamento (Dupont) tutti settori nei quali avevano investito grandi quantità di denaro. Ma avevano di fronte, ciascuno sul proprio terreno, questo avversario potentissimo, e si unirono così per formare un'alleanza sufficentemente forte per batterlo. L'unica soluzione per poter tagliare di netto le gambe ad un colosso di quelle dimensioni risultò la messa al bando totale. L'illegalità. Partì quindi un'operazione mediatica di demonizzazione, rapida, estesa ed efficace (droga del diavolo, erba maledetta, razzistica in quanto associava i messicani con la stessa), grazie agli stessi giornali di Hearst (è il famoso personaggio di Citizen Kane/Quarto potere, di O. Wells), il quale ne aveva uno praticamente in ogni grande città. Sensibile al denaro, e sempre alla ricerca di temi di facile presa popolare, Hollywood si accordò volentieri alla manovra, contribuendo in maniera determinante a porre il sigillo alla bara della cannabis. La condanna morale viaggiava rapida e incontrastata da costa a costa (non c'era la controinformazione!), e di lì a far varare una legge che mettesse la cannabis fuori legge fu un gioco da ragazzi. Anche perchè pare che i tre quarti dei senatori che approvarono il famoso "Marijuana Tax Act" del 1937, tutt'ora in vigore, non sapevono  che marijuana e cannabis fossero la stessa cosa: sarebbe stato il genio di Hearst ad introdurre il nomignolo, mescolando le carte per l'occasione. Fatto sta che a partire da quel momento Dupont inondava il mercato con le sue fibre sintetiche (nylon, teflon, lycra, kevral, sono tutti marchi originali Dupont), il mercato dell'automobile si indirizzava definitivamente all'uso del motore a benzina (il primo motore costruito da Diesel funzionava con carburante vegetale), e Hearst iniziava la devastazione sistematica delle foreste del Sudamerica, dal cui legno trasse in poco tempo la carta sufficente per mettere in ginocchio quel poco che era rimasto della concorrenza. Al coro di benefattori si univa in seguito il consorzio tabaccai, che generosamente si offriva di porre rimedio all'improvviso" vuoto di mercato" con un prodotto cento volte più dannoso della cannabis stessa. E le "multinazionali" di oggi, che influenzano fortimente tutti i maggiori governi occidentali, no sono che le discendenti dirette di quella storica alleanza, nata negli anni '30, fra le grandi famiglie industriali. (Nel caso in cui qualcuno si domandasse perchè  mai la cannabis non viene legalizzata nemmeno per uso medico, nonostante gli innegabili riscontri positivi in quel senso). Come prodotto tessile, la cannabis è circa quattro volte più morbida del cotone, quattro volte più calda, ne ha tre volte la resistenza allo strappo, dura infinitamente di più, ha proprietà ignifughe e non necessita di alcun pesticida per la coltivazione. Come carburante, a parità di rendimento, costa circa un quinto, e come supporto per la stampa circa un decimo.
Abbiamo fatto l'affare del
secolo!          

Postato da: Ficarazza a 30/05/2008 17:05 | link | commenti
marijuana, cannabis, condanna, moralità, hemp