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mercoledì, 28 maggio 2008

falce e bandiera
RIFLESSIONE SU DI UN'ASSEMBLEA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA IN FUNZIONE DEL PROSSIMO CONGRESSO
                                                                                                                                                                                                        Da invitato ho seguito, con interesse, un'assemblea del PRC. Discreta la partecipazione, sia di tesserati che di vecchi militanti allontanatesi dal partito per vari motivi, che non sto quì ad analizzare, ma che evidentemente percepiscono la gravità del momento che attraversa il nostro paese e tutto il movimento dei lavoratori. Non sono intervenuto al dibattito ma, dopo una notte di riflessione, voglio dire ai compagni/e di Rifondazione che le ragioni della sconfitta  non vanno cercate nel  "misero"  risultato elettorale del 13 Aprile, sia pure doloroso, ma vanno individuate ben aldilà nel tempo. Ai compagni/e di Rifondazione chiedo: perchè la classe operaia del nord vota la lega di Bossi e i disoccupati e i precari del sud votano Berlusconi? Si, è vero, la classe dirigente della cosìdetta "sinistra radicale" amava più i salotti di Vespa, di Riotta e di Mentana che il confronto con gli operai nelle assemblee di fabbrica. Il sindacato, quello vero, non esiste più; quello che ne rimane  non è altro che una propaggine della Confindustria. Ma tutto ciò non può bastare a giustificare una sconfitta, peraltro abbastanza prevedibile. Anche la partecipazione al "nefasto" governo Prodi non può giustificare una sconfitta che, continuo a ripetere, non è soltanto elettorale. Se ci fermiamo a questa analisi prepariamoci ad altre sconfitte ben peggiori.
                                
Quello che voglio dire è :  
     
1) Nel nord Italia gli operai votano lega perchè, egoisticamente, vedono gli immigrati come forza lavoro concorrenziale in quanto " flessibili". L'esempio dei Della Valle che, rammaricati,  confessano candidamente di far ricorso a manodopera cinese perchè il mercato lo impone. Salari al ribasso per i lavoratori è il futuro che ci aspetta! E'  la guerra tra poveri l'arma che useranno per dividere gli operai, i disoccupati, i precari.       
2) Nel sud i precari ed i disoccupati si sono lasciati incantare dai proclami che annunciavano mega opere come il ponte sullo stretto di Messina e quindi occupazione per migliaia di senza lavoro , sia pure al soldo di ditte subappaltanti in odore di mafia. Non importa! Basta che si lavori! Non sanno i "miseri" che sono solo specchietti per le allodole. Ponte sullo stretto, centrali nucleari e quant'altro non saranno mai realizzate se non nelle intenzioni di chi vuole "lucrare" fondi statali in progettazioni che alla fine saranno inutili. Sono in allerta società che tanto hanno fatto male alla Campania vedi IMPREGILO-FIAT (Bassolino e giunta di  "centrosinistra" dove eravate?). 
3) La cosa che prevedo e che mi sta più a cuore è che per il sud ci saranno solo discariche. Saremo la pattumiera d' Italia dove le industrie del nord scaricheranno i loro rifiuti tossici ( già lo hanno fatto sic!) in combutta con le mafie. Solo che stavolta lo si farà per decreto ministeriale e con un commissario straordinario ad Hoc ( già inquisito! Bene!).  E' necessario che ci sia
IL "Partito". Quel partito capace di sintetizzare le esigenze delle classi lavoratrici nel periodo della crisi irreversibile del sistema capitalistico. Gli operai del nord devono difendere il loro stato sociale ed andare oltre unendosi ai "migranti" e lottando contro un sistema che ha creato "artificiosamente" le condizioni per una guerra fra poveri per accumulare  enormi profitti. Il capitalismo e le banche hanno dichiarato guerra ai lavoratori; i lavoratori devono essere pronti a respingere questo attacco.   
Mi ritorna in mente uno slogan tanto usato in mille cortei sindacali e ancora oggi di attualità:


Nord-Sud uniti nella Lotta!   

Contro il mercato delle braccia a basso costo.  
  

Il nuovo secolo ci dice che non si possono più governare i conflitti sociali. Sono loro, i capitalisti, che hanno dichiarato guerra al proletariato. E' la fase morente del capitalismo e "loro" non molleranno "l'osso" spontaneamente. Dobbiamo aspettarci momenti tragici e dolorosi.Non rinunceranno ai loro piani di conservazione dei loro privilegi e dei loro profitti immensi. Saranno disposto a tutto, se necessario,
anche a guerre che porterebbero l'umanità alla catastrofe. E' necessario IL "Partito" ma è anche necessario un metodo di coinvolgimento dei movimenti, delle associazioni, dei singoli in un organismo aperto a tutte le proposte e le azioni di lotta. Occorre un ripensamento anche culturale e sopratutto morale. Non possiamo stare dalla parte dei diseredati e nello stesso tempo nei "salotti culturali" della borghesia faccendiera e senza morale. Ne và della nostra credibilità.

Postato da: Ficarazza a 28/05/2008 17:56 | link | commenti
congresso, partito