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Più «amanti» per tutti. Ricordate come il giudice Aldo Quartulli definì gli arbitrati, che consentono ai magistrati amministrativi di guadagnare soldi extra? «Le sentenze sono la moglie, gli incarichi l'amante». Bene: dopo essere stati più volte aboliti e ripristinati, stanno per tornare alla grande. Grazie a un emendamento che andrà in discussione proprio martedì. Il cuore dell'emendamento, firmato da tre senatori del Pdl, Massimo Baldini, Valter Zanetta e Luigi Grillo (il presidente della commissione Lavori pubblici del Senato rinviato a giudizio per concorso in aggiotaggio per i suoi rapporti con Giampiero Fiorani) è racchiuso in una sola riga: «Sono abrogati i commi 19, 20, 21 e 22 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244». Arabo, per i non addetti ai lavori. Ma l'obiettivo è chiaro: vengono abolite le norme introdotte nell'ultima finanziaria del governo Prodi che vietavano alle pubbliche amministrazioni, senza eccezioni, di stipulare contratti contenenti la clausola del ricorso all'arbitrato in caso di disaccordo. Pena, l'intervento della Corte dei conti e pesanti sanzioni.
Riassumiamo? Gli arbitrati (aboliti dal governo Ciampi, ripristinati dal masturbatore di folle, ri-aboliti da Dini e via così…) sono una specie di corsia preferenziale parallela alle cause civili. Se l'ente pubblico che ha commissionato un lavoro e chi quel lavoro lo ha eseguito vanno a litigare sui soldi, possono chiedere che a stabilire le ragioni e i torti non sia la lentissima giustizia civile ma una specie di giurì. Un arbitro lo nomina un litigante, uno quell'altro e i due insieme nominano il presidente. Niente di male, apparentemente. Se non fosse per due nodi. Primo: gli «arbitri» sono spesso giudici chiamati a decidere «privatamente » su cose che a volte toccano lo stesso Comune, la stessa Provincia, la stessa Regione o lo stesso Ministero su cui possono essere delegati a decidere nelle vesti di membri dei Tar o del Consiglio di Stato. Secondo nodo: stando ai dati del presidente dell'Autorità per la vigilanza dei lavori pubblici Luigi Giampaolino, lo Stato (guarda coincidenza…) perde sempre. O quasi sempre: in 279 arbitrati in due anni tra il luglio 2005 e il giugno 2007, ha vinto appena 15 volte. Sconfitto nel 94,6% dei casi, ha dovuto pagare alle imprese private 715 milioni di euro. Pari al costo del Passante di Mestre.
Va da sé che, oltre ai privati, hanno esultato gli arbitri. Che si sono messi in tasca, euro più euro meno, una cinquantina di milioni. Una cosa «indecorosa», diceva un tempo Franco Frattini invocando «l'incompatibilità totale fra lavoro istituzionale dei giudici e altri incarichi ». «Inaccettabile», concorda il Csm che da anni non consente ai giudici civili e penali di accettare arbitrati. «Indecente», insiste Antonio Di Pietro, che più di tutti ha spinto, da ministro delle Infrastrutture, per mettere fine all'andazzo. Macché: di proroga in proroga, è rimasto tutto come prima. E il divieto assoluto di ricorrere all'arbitrato non è mai entrato, di fatto, in vigore. Peggio: l'emendamento Grillo- Baldini-Zanetta non si limita a ripristinare gli arbitrati. Va oltre. E stabilisce una specie di percorso automatico: o l'ente pubblico e l'impresa privata che vanno in lite si accordano entro un mese oppure, senza più le procedure di prima, si va dritti alla composizione arbitrale. E dato che in questi casi lo Stato perde quasi sempre, va da sé che questo potrebbe spingere perfino le amministrazioni più riluttanti, per non subire oltre il danno la beffa di dover pagare avvocati e spese processuali, a rassegnarsi alla «proposta di accordo bonario». Cioè alle richieste delle imprese. Coscienti di spazzare via tre lustri di tentativi di moralizzazione avviati da Carlo Azeglio Ciampi, gli autori dell'emendamento hanno sciolto nella pozione uno zuccherino: il dimezzamento dei compensi minimi e massimi dovuti agli arbitri. Evviva! Fermi tutti: salvo la possibilità di aumentare del 25% le parcelle «in merito alla eccezionale complessità delle questioni trattate, alla specifiche competenze utilizzate e all'effettivo lavoro svolto». E chi decide l'aumento? Gli arbitri stessi.
Non bastasse, la sconcertante manovra per rilanciare gli arbitrati mai aboliti arriva nella scia di altri due episodi, diciamo così, controversi, che riguardano gli stessi magistrati amministrativi, da sempre cooptati a decine in questo e quel governo, di sinistra o di destra, come capi di gabinetto o responsabili degli uffici legislativi. Incarichi che ricoprono continuando a progredire nella carriera giudiziaria come fossero quotidianamente presenti e cumulando i due stipendi. Il primo è la decisione di spostare la definizione delle norme che dovrebbero regolare gli incarichi pubblici. Abolito il tetto massimo di 289 mila euro fissato da Prodi, tetto che arginava alcuni stipendi stratosferici, il governo si era impegnato a fissare le nuove regole entro il 31 ottobre. Macché: tutto rinviato. Nel frattempo non solo tutto resta come prima, ma alcune società pubbliche come il Poligrafico, la Fincantieri o l'Anas hanno rimosso dai loro siti l'elenco delle consulenze e il loro importo, vale a dire uno dei fiori all'occhiello rivendicato sia dal vecchio governo di sinistra sia da Renato Brunetta. Ma la seconda «eccentricità» è forse ancora più curiosa. Riguarda un concorso. Erano in palio 29 posti di «referendario» (traduzione: giudice) nei Tar.
Presidente della Commissione: Pasquale De Lise, «aggiunto» del Consiglio di Stato e autore di una celebre battuta sugli arbitrati suoi: «Il guadagno legittimo di qualche soldo». Partecipanti: 415 candidati. Ammessi agli orali, svoltisi in queste settimane: 30. E chi c'è, tra questi promossi? Una è Paola Palmarini, docente alla Scuola Superiore dell'Economia e delle Finanze di cui tempo fa era rettore il marito, Vincenzo Fortunato, capo di gabinetto di Giulio Tremonti nonché membro del Consiglio di Presidenza, cioè dell'organo di autogoverno delegato a nominare le commissioni d'esame. Un'altra è Anna Corrado, moglie di Salvatore Mezzacapo, giudice dei Tar e lui stesso membro dell'organo di autogoverno che sceglie le commissioni. Il terzo è Enrico Mattei fratello del magistrato del Tar Fabio Mattei, ammesso agli orali (dopo essere stato inizialmente scartato), grazie a una sentenza del Tar Lombardia firmata da Pier Maria Piacentini, il quale non molto tempo prima aveva avuto dal già citato organo di autogoverno l'autorizzazione ad assumere un incarico molto ben remunerato «di studio e approfondimento dei problemi concernenti concessioni di valorizzazione dei beni demaniali». Incarico «conferito dal Direttore dell'Agenzia del Demanio ». Cioè dalle Finanze.
Sergio Rizzo

Riportiamo le recenti dichiarazioni deliranti del "senatore" Marcello Dell'Utri fatte a quel Klaus Davi che crede che Lucignolo sia il faro per i giovani d'oggi, e le risposte che avrebbero dovuto dargli:
E già un passo in avanti l'ha fatto visto che dichiarava a Moby Dick l'11 marzo 1999:
"Come disse giustamente Luciano Liggio, se esiste l'antimafia vorrà dire che esiste pure la mafia. Io non sto né con la mafia, né con l'antimafia. Almeno non con questa antimafia che complotta contro di me attraverso pentiti pilotati"
"Credo, tuttavia, che, allo stato attuale, il rapporto tra costi e benefici sia assolutamente sproporzionato, soprattutto quando alcuni procuratori antimafia 'fanno politica'"
"Sì antimafia ma senza fare politica è giusto che l'Antimafia faccia il suo lavoro e si impegni. Certamente tra le tante richieste e accuse che ha lanciato, alcune sono finite nel nulla"
Tipo la sua sentenza di condannata?
"Ad esempio, io ero certo dell'innocenza di Calogero Mannino. Antimafia sì, insomma, ma evitando di fare politica. Questo per me è un must"
Dimostrando di non conoscere nè di leggere le sentenze (e viene fatto passare per intellettuale) e confondendo (?) la colpevolezza con la responsabilità politica: un conto è condannare Mannino per un reato se questo reato esiste ed un'altro è assolvere (politicamente più grave) del tutto Mannino il quale, così risulta, si è incontrato con mafiosi...io la chiamo solidarietà ""di famigghia"
ROMA - Il dipendente che fa timbrare il cartellino d'ingresso al lavoro da un collega, va licenziato. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, secondo la quale in questo modo si altera la certificazione delle presenze e si rompe il vincolo fiduciario tra azienda e lavoratore.
CONFERMA - La Suprema Corte ha quindi confermato il licenziamento di un'impiegata di una casa di cura privata che era stato giudicato legittimo dalla Corte d'Appello di Torino. La donna, però, si era rivolta alla Cassazione sottolineando che la società datrice di lavoro non avrebbe «subito un danno economico, che non vi sarebbe stata una lesione dei doveri di lealtà» e che poteva data una sanzione minore. Per i giudici della Cassazione, invece, la sentenza della corte di Torino «è logica e coerente».
Aiutati che il Senato ti aiuta...
Ci risiamo. O, forse, non hanno mai smesso. Nicola Di Girolamo, eletto per il PdL (ma vah?) nella circoscrizione Europa estero (diceva di vivere ad Etterbeek vicino Bruxelles), è stato "salvato" evitandogli gli arresti domiciliari. Ieri il PD e il PdL al Senato hanno votato quasi compatti per favorire il "collega onorevole": 204 voti pro, contro 53, 1 astenuto. Il Di Girolamo (onorevole lo è per loro) è accusato di attentato contro i diritti politici del cittadino e di falso ideologico reiterato. Ha tentato persino di inquinare le prove contattando i testimoni.
E si, si sente l'aria di cambiamento in questo paese, e che "opposizione"...
Riporto una lettera di sfogo trovata su internet (www.orizzontescuola.it) da parte di una ragazza che ben identifica la preoccupazione, il senso di smarrimento ed il disagio sociale che si è venuto a creare nei lavoratori della scuola, il non poter possedersi. Questa sorta di nuova alienazione tipicamente marxista che un tempo oberava l’operaio vittima della classe borghese adesso colpisce vasti settori della nostra società, settori che un tempo erano visti come d’elite e tra questi vi è l’istituzione scolastica che, senza alcun dubbio, tenderà a peggiorare grazie alle mani sapienti dei nostri parlamentari nominati e, nello specifico, alla pia Gelmini, che pensa a sparare fesserie a meeting e tg unificati/uniformati (i grembiulini, il maestro unico…..tanto, il posto che le permette il matrimonio lo tiene..) ma evita accuratamente di parlare del problema principale della scuola, il precariato:
27 agosto 2008 - Natalie
Ciao Lalla, stavolta non ho domande da porti, il mio è solo uno sfogo, spero che almeno questo mi sia consentito. E' uno sfogo contro la politica economia e scolastica attuale che come in una mattanza raccoglie i precari in una rete senza via d'uscita, rete per entrare nella quale abbiamo profumatamente elargito somme elevatissime. Da quando ero bambina, figlia di modesta famiglia, mi hanno educata alla differenza tra giusto e sbagliato, mi hanno trasmesso dei valori, mi hanno fatto credere in una società meritocratica nella quale l'impegno, la serietà, il sacrificio viene ricompensato. Così sono cresciuta e finito il liceo, facendo dell'impegno il motto del mio percorso, ho concluso l'Università a 23 anni, compiuti da poco. Nonostante le non rosee condizioni economiche e grazie ai sacrifici di una famiglia intera, come moltissimi altri, ho frequentato la sissis, conseguendo due abilitazioni e successivamente la specializzazione per il sostegno. Sono stati tempi duri ma il pensiero di star percorrendo la via che mi avrebbe portato al sogno di una vita, l'insegnamento, mi dava forza e i primi lavori a scuola mi davano la conferma che il teorema di mio padre "chi si impegna viene ricompensato"- funziona..
Man mano ho iniziato a capire che c'è qualcosa che non va nelle teorie di un uomo semplice che ha vissuto in tempi diversi. Ho capito che, entrata nella "rete" del mondo scolastico, sarebbe stato duro "mantenere il passo".
Ho conosciuto il mondo della scuola privata che, dietro la paura di perdere il punteggio di un anno scolastico, ti spinge a firmare cedolini di somme mai viste; Ho conosciuto il mondo dei vari enti di formazione che, come la bottega del pane, ti vendono a carissimo prezzo, punti che non servono affatto a "perfezionare" le tue competenze ma a salire di qualche gradino la graduatoria.
Ho conosciuto il mondo dei finti invalidi e riservisti che cercano l'escamotage nelle poche leggi che oramai ci tutelano.
Con impegno e professionalità ho comunque cercato di seguire la mia strada, ho stretto i denti, rimandato scelte importanti, fiduciosa che prima o poi "la ricompensa" di una vita di sacrifici sarebbe arrivata: tutto ciò fino a stamattina.
Alle convocazioni dell'USP di Catania, ho assistito a scene pietose. C'erano classi di concorso con una sola cattedra disponibile e centinaia di docenti speranzosi e afflitti allo stesso tempo. Ho visto andar via un collega, da poco padre, con negli occhi la disperazione! Ho visto gli occhi lucidi di colleghi che da quasi un decennio lavorano nel mondo della scuola, tornati a casa a bocca asciutta!
Ho visto donne incinte e neonati accalcati in aule con temperature afose! Tornata a casa ho visto mio padre: come dirgli che il suo teorema non funziona più?
P.S: i grassetti sono per sottolineare le somiglianze con i programmi politici attuati o proposti, tutti presenti nei programmi politici (guarda caso) di FI, ora PDL ma senza disprezzare il partito senza L, negli anni 1994, 2001, 2006, 2008, ma visto le continue “novità” che ci propugnano i nostri estratti (non li abbiamo eletti…) le sottolineature potrebbero essere deficitarie.
http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_appartenenti_alla_P2

PREMESSA
OBIETTIVI
PROCEDIMENTI
In un secondo tempo occorrerà:
Gli scopi reali da ottenere sono:
E’ evidente che si tratta di obiettivi nei confronti dei quali i procedimenti divengono alternativi in varia misura a seconda delle circostanze .
E’ comunque intuitivo che, ove non si verifichi la favorevole circostanza di cui in prosieguo, i tempi brevi sono - salvo che per
Per
Qualora invece le circostanze permettessero di contare sull’ascesa al Governo di un uomo politico (o di un’equipe) già in sintonia con lo spirito del club e con le sue idee “ripresa democratica”, è chiaro che i tempi dei procedimenti riceverebbero una forte accelerazione anche per la possibilità di attuare subito il programma di emergenza e quello a breve termine in modo contestuale all’attuazione dei procedimenti sopra descritti.
In termini di tempo ciò significherebbe la possibilità di ridurre a 6 mesi e anche meno il tempo di intervento, qualora sussista il presupposto della disponibilità dei mezzi finanziari.
PROGRAMMI
Per programmi si intende la scelta, in scala di priorità, delle numerose operazioni in forma di:
A titolo di esempio, si considerano due fenomeni:
Detti programmi possono essere esecutivi - occorrendo - con normativa d’urgenza (decreti legge)
1. legge sulla Presidenza del Consiglio e sui Ministeri (Cost. art. 95) per determinare competenze e numero (ridotto, con eliminazione o quasi dei Sottosegretari);
2. legge sulla programmazione globale (Cost. art. 41) incentrata su un Ministero dell’economia che ingloba le attuali strutture di incentivazione (Cassa Mezz. - PPSS - Mediocredito Industria - Agricoltura), sul CNEL rivitalizzato quale punto d’incontro delle forze sociali e sindacali, imprenditoriali e culturali e su procedure d’incontro con il Parlamento e le Regioni;
3. riforma dell’amministrazione (Cost. artt. 28 -97 - 98) fondato sulla teoria dell’atto pubblico non amministrativo, sulla netta separazione della responsabilità politica da quella amministrativa che diviene personale (istituzione dei Segretari Generali di Ministero) e sulla sostituzione del principio del silenzio-rifiuto con quello del silenzio-consenso;
4. definizione della riserva di legge nei limiti voluti e richiesti espressamente dalla Costituzione e individuazione delle aree di normativa secondaria (regolamentare) in specie di quelle regionali che debbono essere obbligatoriamente limitate nell’ambito delle leggi cornice.
0. ripartizione di fatto, di competenze fra le due Camere (funzione politica alla CD e funzione economica al SR);
1. modifica (già in corso) dei rispettivi Regolamenti per ridare forza al principio del rapporto (Cost. art. 64) fra maggioranza-Governo da un lato, e opposizione, dall’altro, in luogo della attuale tendenza assemblearistica;
2. adozione del principio delle sessioni temporali in funzione di esecuzione del programma governativo.
Tale fondo va destinato a finanziare un programma biennale di spesa per almeno 10.000 miliardi. Le riforme di struttura relative vanno rinviate a dopo che sia stata assicurata la disponibilità dei fabbricati, essendo ridicolo riformare le gestioni in assenza di validi strumenti (si ricordino i guasti della riforma sanitaria di alcuni anni or sono che si risolvette nella creazione di 36.000 nuovi posti di consigliere di amministrazione e nella correlativa lottizzazione partitica in luogo di creare altri posti letto)
Per quanto concerne la realizzabilità del piano edilizio in presenza della caotica legislazione esistente, sarà necessaria una legge che imponga alle Regioni programmi urgenti straordinari con termini brevissimi surrogabili dall’intervento diretto dello Stato; per quanto si riferisce in particolare all’edilizia abitativa, il ricorso al sistema dei comprensori obbligatori sul modello svedese ed al sistema francese dei mutui individuali agevolati sembra il metodo migliore per rilanciare questo settore che è da considerare il volano della ripresa economica;
MEDIO E LUNGO TERMINE
Nel presupposto dell’attuazione di un programma a breve termine come sopra definito, rimane da tratteggiare per sommi capi un programma a medio e lungo termine con l’avvertenza che mentre per quanto riguarda i problemi istituzionali è possibile fin d’ora formulare ipotesi concrete, in materia di interventi economico-sociali, salvo per quel che attiene pochissimi grandi temi, è necessario rinviare nel tempo l’elencazione di problemi e relativi rimedi.
Il masturbatore continua a masturbare. Imperterrito. Convinto. Neanche in estate ci lascia un momento libero da fregnacce. L’importante è essere sempre visibile, non importa se dici stronzate, anzi, il tempo ha dimostrato che in Italia più grosse le spari più la gente tende a crederci. Ed eccolo rilasciare interviste al FEDEle tg4, una delle poche tv libere, le stesse interviste che rilascia da 14 anni, a dimostrazione che è il mondo che cambia (e sbaglia) non lui, e smentendo se stesso per la terza volta (vediamo se dice di essere stato frainteso):"Auspico che, come succede in Europa, le intercettazioni siano consentite solo per indagini su organizzazioni criminali come mafia, n'drangheta e via di seguito, oppure che riguardino il terrorismo internazionale. Spero che dal Parlamento esca la legge che auspico”. Che è come mandare i pizzini ai picciotti solo che quì si usano i microfoni di una libera tv ottenuta grazie al delinquente di nome Craxi o inginocchiandosi (materialmente eh) davanti al ministro delle telecomunicazioni Mammi*. Vedete voi quale delle due è più disgustosa. Figurarsi poi nel trovare giornalisti veri, come quelli del tg4, che gli avessero fatto notare che le intercettazioni in Europa non sono limitate a quello che dice il premier.... ma, a cercarle, non le troviamo neanche andando nella "sua" America, sede della Liberta.
"L'Italia ha più prestigio con me, sono un tycoon molto stimato" "Sapete, ho messo in campo 14 anni di esperienza nella politica”.
Ma non parlava fino a 4 mesi fa dei “basta con i parrucconi della politica”? E poi si, sappiamo bene cosa ne pensano all’estero del nostro premier







Solo per citarne alcuni….
Ps: aggiunto il comunista Financial Times, indovinate con chi se la prende?
www.ft.com/cms/s/0/4f321fd2-6232-11dd-9ff9-000077b07658.html
Per concludere l’ennesimo, e credo non ultimo, post su di un mentecatto bugiardo con targa n° 1816

divenuto l’uomo (?) più potente d’Ita(G)lia, veniamo a conoscenza che hanno oscurato il seno de “

Motivo ufficiale? Turbava i telespettatori. A parte che NESSUNO si è lamentato del seno nel ritratto, questo è stato oscurato per curare l’immagine del masturbatore di folle. All’orrore non c’è mai fine, curare l’immagine di uno che si chiacchiera (?) si sia fatto fare dei sevizi di arte orale da ministre (notate le foto, cadono a puntino)? Di uno che non perde occasione nello sminuire la donna a semplice gnocca (contente Gabriella Giammanco, Evelina Manna, Antonella Troise, Nunzia De Girolamo....)? Che non ha mai osservato obbedienza alle leggi dello Stato ma che ha visto sempre tali leggi come imposte dall’esterno (Etica)? Che non ha mai subordinato la volontà al dovere (Moralità)? Di uno che, in definitiva, l’immagine non l’ha mai avuta? Forse qualcuno dovrebbe fare un corso accelerato di filosofia del diritto e filosofia morale a chi gli cura l’immagine….noi che dovremmo fare con i Bronzi di Riace? E Firenze con il David? I papponi danesi con
*Dichiarazioni dell’allora ministro Mammì:
"Venne a trovarmi al ministero alla vigilia della presentazione della legge sulle Tv. Lo ricevetti mantenendo un atteggiamento istituzionale. Lui invece non smise un attimo di scherzare e far battute, cercando in ogni modo di accattivarsi la mia simpatia. Alla fine, con sguardo impassibile, gli dissi solo che avrei tenuto in debito conto le sue parole. Un commesso aveva appena aperto la porta per accompagnarlo all'uscita quando accadde l'incredibile. Il Berlusconi mi si’inginocchiò davanti e, baciandomi le mani, mi disse: "La prego, ministro, non rovini me e le mie due famiglie!"
Il presente vale come ringraziamento
Io c'ero. A Parigi, nel 1997 quando la domanda era: «Maestro, dove abiti? Venite e vedrete». Da allora, ad oggi, ho posto molte domande e trovato alcune risposte.
Ho scritto a George Walker Bush chiedendogli perché voleva bombardare un popolo che non aveva le colpe del suo dittatore. Mi ha risposto, mandandomi a quel paese, ma mi ha risposto.
Ho scritto alla Nestlé S.A. chiedendogli di smettere di regalare latte in polvere agli ospedali africani poiché predicavano [mentendo]: "è migliore del latte materno", con una conseguente strage degli innocenti in nome del dio denaro. Anche loro, sempre mandandomi a quel paese con molto garbo, mi hanno risposto.
Dal momento che sono stato sempre cattolico e pensante ho rivolto molte domande anche a Santa Romana Chiesa.
Volevo sapere perché è stata istituita la Lev [Libreria Editrice Vaticana] con l'unico fine di mettere i diritti d'autore sui discorsi del Santo Padre. Ricordo che Gesù di Nazaret insegnò "andate ed annunziate a tutti la gioia del Signore risorto", non ricordo che questa frase continui con "e fatevi pagare i diritti d'autore".
Volevo sapere perché il Tevere si allarga e stringe ogni qual volta Radio Vaticana deve inondare di radiazioni ionizzanti persone [tra le quali anche cristiani] che pagano con linfomi l'extraterritorialità della Santa Sede.
Volevo sapere perché il Generale di Corpo d'Armata card. Angelo Bagnasco, quando era Generale dei Cappellani Militari - al pari delle modelle - si è fatto fare il calendario e - visto che c'era - se lo è fatto pagare delle Pontificie Opere Missionarie, come se "i nostri ragazzi" fossero in missione. Sempre dal card. Bagnasco vorrei sapere se preferisce strapparsi le stellette o far carta straccia del Vangelo.
Volevo sapere perché lo sponsor principale delle Giornate Mondiali della Gioventù è la Banca di Roma, nonostante le migliaia di lettere indirizzate alla Santa Sede dove si ricordavano i notevoli traffici in armi di questo Istituto di Credito. O forse la vita per il Santo Padre va difesa solo se in stato embrionale.
Dal Vaticano non ho mai ricevuto risposte, nemmeno quando furono negate le sacre esequie a Piergiorgio Welby: allora scrissi al Vicariato di Roma ed un mio amico vaticanista mi ha assicurato che la mia lettera è giunta puntuale sulla scrivania del card. Camillo Ruini.
E' dal 2001 che nel mio modello 740 l'8 per mille viene donato regolarmente alle Chiese Metodiste e Valdesi: loro hanno scelto di non destinare questi soldi all'edificazione di chiese o al sostentamento del clero. Tutto va verso chi ne ha veramente bisogno. I sacerdoti [e le sacerdotesse!] possono lavorare oltre un giorno a settimana. Ho fatto questa scelta perché credo che la Chiesa Cattolica sia sensibile solo ad un segnale: quello economico.
Ora la Chiesa Cattolica pone un nuovo pesante macigno: l'arcobaleno di Aldo Capitini non è più un simbolo di pace, meglio usare la croce di Cristo, dimenticando che essa è sì il simbolo per eccellenza della redenzione, della salvezza, ma non certo della pace.
Forse il cardinale politico - come Camillo Ruini si è definito - teme qualche contaminazione politica verso sinistra, essendo la sinistra - per sua natura - più sensibile ai temi della pace e della fratellanza. Ma leggiamo cosa ha scritto l'agenzia di stampa Fides venerdì, 20 giugno: "è il simbolo dei movimenti di liberazione omosessuali [...] fu disegnata da un artista di San Francisco, Gilbert Baker, nel 1978, su richiesta della comunità gay locale in ricerca di un simbolo (a quei tempi il triangolo rosa non era ancora diffuso)".
Vorrei ricordare due cose alla redazione dell'agenzia di stampa Fides.
1. "il triangolo rosa" [Winkel] era il marchio di stoffa che veniva cucito sulla divisa degli internati per omosessualità, in base al paragrafo 175 [in vigore dal 15 maggio 1871 sino al 10 marzo 1994], nei campi di concentramento nazisti. Il paragrafo 175 [noto formalmente come §175 StGB, Joseph Alois Ratzinger lo ricorderà sicuramente così] considerava un crimine gli atti omosessuali, a migliaia morirono nei campi di concentramento, indipendentemente dal fatto che fossero colpevoli o innocenti.
2. La "croce di Cristo" nei Vangeli è simbolo di redenzione dai peccati. Ma nella storia è stata foriera di guerre e stragi. Mi sembra quasi inutile ricordare le nove crociate in terra santa, la caccia alle streghe e l'inquisizione. Per non parlare di ecumenismo, quel movimento che vorrebbe riavvicinare e riunire tutti i fedeli cristiani e quelli delle diverse Chiese, anzi: per non parlarne mai più.
Cara Fides, permettimi di darti del tu: è questa la Chiesa che vuoi?